Rede des Bundespräsidenten der Bundesrepublik Deutschland, Dr. Horst Köhler (Italiano)

Rede des Bundespräsidenten der Bundesrepublik Deutschland, Dr. Horst Köhler (Italiano)

Stimato Presidente Ciampi,
Maestà ,
signor Sindaco,
gentili Signore e Signori!

I.
Tre anni fa, Lei stesso, stimato Presidente Ciampi, aveva pronunciato la laudatio in onore dell’assegnatario del Premio Carlo Magno. Lei parlಠdel denaro. Infatti proprio la nostra moneta comune europea, l’euro, aveva ricevuto allora il Premio Carlo Magno. Nessun’altra persona sarebbe stata pi๠idonea di Lei per parlare di questo tema. Lei era convinto che l’Unione Monetaria Europea fosse il passo storico per rendere irreversibile l’unificazione europea. Per Lei era stato sempre chiaro che l’adesione all’Unione Monetaria non viene regalata, ma deve essere conquistata. Ogni Stato membro deve guadagnarsi la necessaria qualificazione e cultura di stabilità . Questo era il Suo principio. Lei stesso si era adoperato in modo determinante affinché l’Italia soddisfacesse tale requisito.

Lei, signor Presidente, appartiene a quella generazione che negli anni della giovinezza fu travolta dalla Seconda Guerra Mondiale. Uccidersi a vicenda in Europa e distruggere la cultura comune, Lei l’aveva sentito come una follia. Dall’esperienza di quella guerra è nato il Suo impegno a favore di un’Europa pacifica, unita. Da decenni perciಠlavora a favore dell’Europa promuovendola con chiarezza, costanza e tenacia. PerciಠLei è nel migliore dei sensi il simbolo dello spirito e dei risultati che, dopo la Seconda Guerra Mondiale, hanno reso cosଠfruttuosa e incomparabile la storia dell’unificazione europea.

Stimato Presidente Ciampi, proprio poche settimane fa parlando assieme a Napoli sul futuro d’Europa, ho capito come Lei rimanga fedele alla visione dell’Europa per senso di responsabilità nei confronti della storia. A una visione, che va ben al di là di un’unione economico-monetaria e che, appoggiandosi ai valori comuni e alla cultura comune, mira ad un’unità pi๠profonda. Con le sue parole mi ha letto nell’animo.

Per me il Suo posto è accanto ad Alcide De Gasperi, il padre fondatore italiano dell’Europa unita. Per me personalmente Lei è un modello.

II.
«Ogni volta che si riflette sullo stadio di sviluppo della costruzione europea, come prima cosa si ha l’impressione di essere giunti ad un bivio». Lo disse un altro assegnatario italiano del Premio Carlo Magno: Emilio Colombo.

Lo disse un quarto di secolo fa. E ciಠdimostra che è stato sempre difficile unire l’Europa. Spesso ci sono state delle crisi. Da esse, generalmente, ne siamo usciti rafforzati. Oggi l’Europa si trova nuovamente ad un punto decisivo.

Lei, stimato Presidente Ciampi, ci ospitಠil 29 ottobre 2004 a Roma, la città in cui fu fondata la Comunità Europea, in occasione dell'avvio del Trattato della Costituzione Europea. Alla fine della cerimonia disse: «àˆ l'atto di nascita di una Unione politica, non solo economica e sociale; un evento unico della storia del nostro continente».

àˆ nel miglior interesse dei cittadini europei che il Trattato della Costituzione ora entri pure in vigore. Esso rafforza l’Europa come comunità di valori, potenzia la democrazia europea e dà al cittadino maggiori diritti. Esso è necessario affinché i cittadini possano toccare con mano i vantaggi di un’Europa in grado di agire.

Noi tutti avvertiamo che il mondo sta compiendo un radicale cambiamento. Sta nascendo un nuovo ordine. L’Europa in questo contesto deve far valere il suo peso nel proprio legittimo interesse. Credo che il mondo si impoverirebbe pure, se l’Europa non giocasse un ruolo importante in questo processo.

Noi vogliamo un ruolo importante per l’Europa perché l’Europa ha molto da dare: in qualità di ordine di pace e in qualità di potenza economica, come modello di società e come partner per la sicurezza, con le sue radici culturali e con la sua consapevolezza storica. Proprio adesso l’Europa deve sfruttare pienamente il suo potenziale.

Questa esigenza che poniamo a noi stessi, non si rivolge contro nessuno, tanto meno contro gli Stati Uniti d’America, che hanno dato cosଠtanto all’Europa: la vita di tanti loro figli nella Guerra Mondiale e l’impegno decennale a favore della libertà , della democrazia e dei diritti dell’uomo. Ricordare cià², per me come tedesco è importante alla vigilia delle commemorazioni per l’8 maggio1945.

Gli Stati Uniti e l’Europa si completano a vicenda e solamente unite possono affrontare le sfide della nuova epoca. Anche negli USA lo vedono nello stesso modo. Il Presidente Bush lo ha espresso durante la sua recente visita alle istituzioni europee.

III.
Richiamiamo alla mente come è cambiata l’Europa negli ultimi cinquant’anni. Anche se talvolta ci sembra ovvio e non lo sappiamo pi๠neppure veramente apprezzare. Perಠall’esterno, al di fuori dell’Europa, molti ci ammirano per quello che abbiamo raggiunto. In tutti i luoghi del mondo in cui mi sono recato negli ultimi anni, la gente era impressionata dal modello Europa:
- Siamo 25 nazioni, e i confini non contano pià¹.
- 450 milioni di persone vivono in un grande mercato domestico.
- Abbiamo una moneta forte, che vale già in 12 paesi. E l’Unione monetaria è aperta a tutti gli altri Stati membri.
- Lo stato di diritto, il rispetto per la dignità dell’uomo e la tutela dei diritti dell’uomo sono ancorati dovunque nell’Unione.
- Possediamo una meravigliosa varietà di culture, lingue e storia del pensiero. Questa varietà è una grande ricchezza.
- Nell’Unione Europea sono nati modelli di pensiero politico ed economico, attraenti e rilevanti per il mondo intero.

IV.
Abbiamo tutte le ragioni per essere orgogliosi di quello che abbiamo raggiunto in Europa. Ritengo perciಠsbagliato sminuire quanto raggiunto, o descrivere a tinte troppo forti i problemi. Tuttavia non ci possono essere dubbi che un dibattito aperto sui punti di debolezza e sui compiti irrisolti in Europa è doveroso, anzi assolutamente necessario.

Dobbiamo dare delle risposte a domande critiche sull’immagine e sul futuro dell’Unione Europea. Quello di cui abbiamo bisogno oggi, sono europeisti convinti e convincenti, che con fermezza e perseveranza continuano a lavorare nel cantiere chiamato Europa. Un europeista di questo stampo è il Presidente Ciampi.

V.
L’Europa si è sviluppata dalla cognizione della storia come progetto di conciliazione e pace. Oggi deve pure dare prova di se stessa affrontando le nuove sfide rappresentate dallo sconvolgimento mondiale a livello politico ed economico. Dobbiamo essere coscienti che sono necessari grandi sforzi affinché il modello sociale ed economico europeo, che comprende anche la cultura dell’equilibrio sociale, abbia un futuro.

Con la strategia di Lisbona sono stati fissati gli obiettivi giusti per quanto riguarda il lavoro e il benessere nell’Unione Europea. Ora devono seguire atti vigorosi, in modo che l’Europa non continui a perdere competitività e che i suoi obiettivi politici rimangano credibili. Ritengo particolarmente importante che l’Europa avanzi nel campo dell’istruzione nonché della ricerca e sviluppo.

In questo contesto si possono e si devono congiungere le forze a livello comunitario e nella cooperazione tra gli Stati membri. Il volo inaugurale del nuovo Airbus ne è un importante esempio. Perಠriusciremo a raggiungere un successo duraturo soltanto se ognuno degli Stati membri fa ordine in casa propria. Ciಠvale anche per il mio Paese. Le riforme in Germania, percià², sono anche parte della responsabilità tedesca per l’Europa. Questa è la strada che abbiamo intrapreso.

VI.
Un mercato interno vigoroso è la risposta strategica dell’Europa a una concorrenza sempre pi๠agguerrita nell’ambito della globalizzazione. Un mercato che ci aiuti a far valere la nostra concezione di globalizzazione dall’aspetto umano. Percià², davanti a tutte le attuali difficoltà non dovremmo perdere di vista i vantaggi a lunga scadenza della libertà di circolazione nel grande mercato interno. Tuttavia non soltanto l’integrazione economica nel mercato interno, ma anche la moneta comune ci danno la forza di sfruttare i vantaggi della globalizzazione e limitarne i rischi.

Siamo veramente coscienti di quale sia stato il contributo dell’euro alla stabilità in Europa? Mi ricordo ancora perfettamente come certe tensioni nel Sistema monetario europeo, negli anni 1992/93, ne avevano causato la sospensione. Io stesso mi recai allora a Roma per parlare con il Governo italiano e trovare una risposta assieme all’allora governatore della Banca d'Italia, Carlo Azeglio Ciampi. La situazione di crisi politico-monetaria implicava sia politicamente che umanamente pesanti oneri. Il Presidente Ciampi ed io lo sperimentammo allora durante difficili discussioni. E oggi? Oggi le crisi monetarie in Europa appartengono al passato. E l’euro contribuisce essenzialmente alla stabilità di tutto il sistema monetario mondiale!

VII.
L’anno scorso sulla Piazza del Mercato di Tallinn, la capitale dell’Estonia, mi incontrai con degli studenti tedeschi, estoni e polacchi. Il loro entusiasmo per la permeabilità dei confini e per l’arricchimento apportato dagli incontri avuti in un’università straniera si toccava con mano. I giovani provavano gioia per l’Europa. Ciಠmi ha infuso coraggio per il futuro d’Europa.

Perಠso pure che il pensiero dell’Europa ufficiale genera in molte persone anche altro, e cioè il malcontento per la mancanza di trasparenza, per il proliferare di regolamenti e burocrazia. Spesso domina semplicemente una carenza di conoscenze su come funziona quest’Europa. E ciಠnon facilita le cose.

Noi tutti dobbiamo sforzarci molto di pi๠per spiegare meglio l’Europa ai suoi cittadini. Cominciando già dalla lingua. Troppo frequentemente i documenti europei sono caratterizzati da formule compromissorie e da un linguaggio tecnocratico. So per la mia esperienza personale con il Trattato di Maastricht com’è facile che ciಠsucceda. La Commissione e i Governi degli Stati membri devono perciಠprendere pi๠sul serio il compito di comunicare ai cittadini le decisioni europee facendo in modo che le possano comprendere e seguire. Soltanto cosଠpuಠcrescere la fiducia in quelle persone per le quali esiste l’Europa e cioè per i suoi cittadini.

E fiducia nell’Europa i cittadini l’avranno soltanto se si toglierà loro la paura che una burocrazia anonima faccia di ogni erba un fascio. La Commissione e i Consigli dei Ministri farebbero bene a mostrare un’intelligente moderazione del loro zelo nel promulgare regolamentazioni. Quello che i cittadini stessi potrebbero decidere ragionevolmente con le proprie forze nell’ambito del loro comune, della loro regione e del loro Paese, devono pure poterlo decidere loro stessi. A Bruxelles dovrebbero competere unicamente quelle questioni che è meglio regolare a livello europeo.

«Se non riusciremo a trasmettere l’anima dell’Europa, perderemo l’Europa», ha affermato Jacques Delor. Dovremmo prendere sul serio l’ammonimento di quest’altro grande europeista. Ritengo che sia ormai scaduto il tempo di condurre una discussione su che cosa formi l’identità europea. E penso che adesso abbiamo bisogno di una fase di consolidamento nella politica europea in modo che i cittadini capiscano meglio che cos’è l’Europa e dove dovrebbe portare il suo ulteriore cammino.

VIII.
Di uno sguardo autocritico non abbiamo bisogno solamente a Bruxelles, ma soprattutto anche nelle capitali degli Stati membri. Vi metto in guardia: non si deve mettere in gioco la capacità di agire dell’Europa nell’ambito del confronto politico interno degli Stati membri a favore di vantaggi a breve termine. E poi mi chiedo: Come siamo messi con la consapevolezza comunitaria europea che tenga sempre in vista anche l’interesse degli altri? Alla tentazione di seguire prevalentemente gli egoismi nazionali, soggiacciono tutti gli Stati membri. A ragione, stimato Presidente Ciampi, Lei ricorda soprattutto ai grandi Stati fondatori la loro particolare responsabilità per l’Europa.

Le iniziative a favore dell’Europa possono e devono provenire da tutti gli Stati membri. La mia esperienza mi dice che spesso i piccoli Stati membri aspettano che i pi๠grandi diano l’impulso per ulteriori sviluppi. Perಠle iniziative possono essere valide solamente se esse si orientano anche agli interessi degli altri Stati, quelli pi๠piccoli, e quindi vanno a vantaggio della comunità nel suo complesso. Solo in tal caso avranno un successo duraturo. L’Europa puಠriuscire unicamente se tutti gli Stati membri si sentono in buone mani. Spesso in tale contesto è anche il tono che fa la musica. àˆ richiesta una guida con uno sguardo d’insieme. Di ciಠesistono tanti esempi ben riusciti, e noi tutti sappiamo quanta energia possa celarsi, ad esempio, nella cooperazione franco-tedesca.

IX.
Una politica estera comune europea è il campo pi๠importante nel quale dovrà progredire l’Unione Europea nei prossimi anni. Dobbiamo continuare ad assolvere con risolutezza questo compito. L’Europa rafforzerà durevolmente la sua rilevanza, nel suo interesse e nell’interesse di un nuovo ordine mondiale sostenibile, se parlerà con un’unica voce.

Abbiamo alcuni approcci che danno adito a un certo ottimismo. L’Europa ha cooperato alla soluzione pacifica e democratica della crisi in Ucraina. Sono pure lieto che in seguito a questo sforzo comune è aumentato il consenso nei confronti di una politica estera comune, soprattutto in una Polonia cosଠimpegnata.

Vedo perಠancora molte questioni in cui l’Europa è chiamata a trovare una posizione comune. Penso ai problemi non ancora risolti nei Balcani, oppure alle Nazioni Unite. Anche la lotta alla povertà del mondo è uno di essi.

X.
Alcide De Gasperi disse nel 1952 qui ad Aquisgrana: «L'ottimismo, quando si tratta di realizzare un grande ideale politico e umano quale la riunificazione europea, è virt๠costruttiva».

L’assegnatario del Premio di quest’anno, il Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi, possiede questo ottimismo. E non si stanca mai di tenere alta la fiaccola europea. Carlo Azeglio Ciampi è un grande europeista. Mi auguro che il suo pensiero rimanga ancorato nell’Europa del futuro. Servirà a tutti noi. E noi tutti gli dobbiamo gratitudine e riconoscimento.